"Kintsugi" is a collection of Japanese old songs which I have arranged and set aside while I was recording the album "Tinsagu" and during the  years after. Now I’ve decided to package them into a new opera with the same feeling and inspiration which led me to realize the previuos album, giving to these ancient folk songs my free and personal interpretation. Thanks to this artistic experience, unusual for a solist guitar player just like me, my soul has been enriched of melodies and stories coming from a very far culture which I hope, once again, I has been able to honour with my guitar.


Once again, my special thank goes to Akiko Kozato. Without her this nippon music experience couldn't never been happened!

                

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"Kintsugi" è una raccolta di canzoni della tradizione giapponese che ho arrangiato e accantonato durante e nel periodo sucessivo alla lavorazione  del primo album "Tinsagu". Ora, con lo stesso sentimento e ispirazione che mi hanno guidato a realizzare l'intero progetto Tinsagu e grazie al prezioso aiuto di Akiko Kozato, ho deciso di unirle tra loro sotto al titolo "Kintsugi", l'antica arte di riparare  oggetti rotti con lacca e oro, dando a queste antiche canzoni popolari una nuova veste e forma sonora.

 

Ancora una volta un mio speciale ringraziamento va ad Akiko Kozato, senza di lei questa preziosa quanto insolita, per un chitarrista solista come me, esperienza musicale non avrebbe mai avuto luogo. Grazie a questa avventura artistica, la mia anima si è arricchita di melodie e storie provenienti da una cultura lontana e alla quale spero, anche in questa occasione, di essere riuscito con il mio strumento ad esaltarne la bellezza. 
 

Akiko Kozato

E’ stata una vera fortuna per me essermi imbattuto nel lavoro di Adriano Mascherin. La sua Arte mi ha subito proiettato in qualcosa di impalpabile, fluttuante e al tempo stesso tangibile e concreto.

 

Questo "qualcosa", animato dalla meraviglia e dallo stupore che il lavoro di Adriano Mascherin suscita in chi osserva i suoi scatti fotografici frutto della sua capacità di catturare alcuni tra quel susseguirsi di attimi impossibili da replicare perché appartenenti ad un "qui-e-ora", ci invita ad affidarci allo stupore per lasciarci trasportare dentro i suoi quadri, le sue creazioni, i suoi “Universi Minimi”.

Ringrazio Adriano per aver condiviso le sue immagini con la mia musica arricchendo ulteriormente questo booklet con la sua arte e per la sua inaspettata, quanto apprezzata, amicizia. 

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